Valpolicella Ripasso: la degustazione verticale (e incrociata)

La  degustazione  di Ripasso della Valpolicella alla Trattoria Dalla Rosa Alda

La degustazione di Ripasso della Valpolicella alla Trattoria Dalla Rosa Alda

Non capita spesso di riuscire a mettere insieme vecchie annate di Valpolicella Ripasso per tentare una verticale incrociata. Che fosse un’occasione unica l’hanno ben capito sia i produttori che hanno accettato di partecipare, sia soprattutto gli appassionati che non hanno voluto mancare alla serata. Tutto esaurito perciò, anche questa volta, alla Trattoria Dalla Rosa Alda, “base” delle degustazioni 2011-2012 di Terroir Amarone.  Perfino più dell’Amarone, il Valpolicella Ripasso è un vino di tecnica,  nel quale più del territorio emerge lo stile aziendale. Le uve tradizionali della Valpolicella - corvina, rondinella, molinara, corvinone, oseleta, croatina... -  non brillano per particolari doti di aromaticità o colore, e quando la viticoltura era finalizzata a fornire un prodotto alimentare e non edonistico, le coltivazioni intensive non potevano che dare uve in quantità, ma di qualità non eccelsa. E poichè anche in passato le produzioni migliori erano dirottate sui cosiddetti vini fini, di pregio, destinati alla vendita, per il consumo familiare bisognava accontentarsi di vini freschi molto semplici, scarichi di colore e leggeri di corpo.

Per dotare questi Valpolicella di una marcia in più, l’ingegno contadino si era allora inventato una tecnica tanto semplice quanto efficace: il ripasso del vino fresco sulle vinacce del Recioto (l’Amarone vero e proprio era di la’ da venire...). Ripasso che, all'epoca, era esattamente quel che diceva d'essere: un versare-il-vino-sulle-vinacce-recuperandolo-subito. Ma già questo era sufficiente per regalare a quel vinello un po’ di colore e di sostanza in più.

Non capita spesso di riuscire a mettere insieme vecchie annate di Valpolicella Ripasso per tentare una verticale incrociata. Che fosse un’occasione unica l’hanno ben capito sia i produttori che hanno accettato di partecipare, sia soprattutto gli appassionati che non hanno voluto mancare alla serata. Tutto esaurito perciò, anche questa volta, alla Trattoria Dalla Rosa Alda, “base” delle degustazioni 2011-2012 di Terroir Amarone.  Perfino più dell’Amarone, il Valpolicella Ripasso è un vino di tecnica,  nel quale più del territorio emerge lo stile aziendale. Le uve tradizionali della Valpolicella - corvina, rondinella, molinara, corvinone, oseleta, croatina... -  non brillano per particolari doti di aromaticità o colore, e quando la viticoltura era finalizzata a fornire un prodotto alimentare e non edonistico, le coltivazioni intensive non potevano che dare uve in quantità, ma di qualità non eccelsa. E poichè anche in passato le produzioni migliori erano dirottate sui cosiddetti vini fini, di pregio, destinati alla vendita, per il consumo familiare bisognava accontentarsi di vini freschi molto semplici, scarichi di colore e leggeri di corpo. Per dotare questi Valpolicella di una marcia in più, l’ingegno contadino si era allora inventato una tecnica tanto semplice quanto efficace: il ripasso del vino fresco sulle vinacce del Recioto (l’Amarone vero e proprio era di la’ da venire...). Ripasso che, all'epoca, era esattamente quel che diceva d'essere: un versare-il-vino-sulle-vinacce-recuperandolo-subito. Ma già questo era sufficiente per regalare a quel vinello un po’ di colore e di sostanza in più.

Bertani Secco 1953
Bertani Secco 1953

Oggi le cose sono molto cambiate, e l’evoluzione stilistica da un certo modo d’intendere il ripasso, più legato alle sue origini, all’attuale pratica, è rintracciabile nei vini che abbiamo assaggiato.

Pensati (anche) per durare nel tempo i Ripasso fino agli anni ’90, progettati per essere godibili e venduti subito tutti gli altri (con poche, lodevoli eccezioni). Non è un caso se certi Ripasso, all'estero, sono stati subito ribattezzati baby Amarone: vini che per alcolicità, colore, struttura niente hanno da invidiare all'Amarone vero e proprio, salvo, forse, qualche profumo di frutta fresca in più. Di fatto,si tratta di vini che hanno abbandonato il loro essere Valpolicella (fatto di freschezza e acidità) per presentarsi già maturi, con sentori di marmellata, confettura, caffè. I vini che abbiamo assaggiato, com’era prevedibile, più che il terroir d’origine riflettevano, almeno in parte, le caratteristiche dell’annata: evidentissime, per esempio, le note del calore dell’estate 2003 nei sentori d’incenso del Valpolicella Superiore Ripasso dell’azienda Monte Faustino di San Pietro Incariano.

Tutte le bottiglie comunque, se si escludono un paio di esse tradite dalla scarsa qualità del tappo, hanno dimostrato una buona tenuta: in particolare, ha sorpreso la freschezza del Valpolicella Superiore Ripasso La Casetta 1993 della Cantina di Negrar.Guest star della serata, e non poteva essere altrimenti, il Secco Bertani, elegantissimo al naso e in bocca. Un vino d’altri tempi che, a dispetto del tempo che avanza, resta quello che è sempre stato. Un benchmark.Questi i vini della serata:

Amarone della Valpolicella 2001: la degustazione

Amarone 2001 tasting

Amarone della Valpolicella 2001 - l'orizzontale Erano ben 10 gli Amarone della Valpolicella 2001 in degustazione, nella prima delle tre serate "a tema" organizzate presso la Trattoria dalla Rosa Alda. Serata impegnativa per il numero e la tipologia del vino, ma decisamente di grande fascino, se è vero che tutti i posti disponibili sono andati esauriti in pochissimi giorni...

Di sicuro richiamo le aziende che hanno voluto collaborare alla riuscita dell'iniziativa (la prima dopo la conclusione delle serate che abbiamo dedicato alla scoperta dei vini delle vallate della Valpolicella "storica): Antolini, Bertani, Brigaldara, Corte Aleardi, Le Ragose, Meroni, Monte Dall'Ora, Santa Sofia, Speri, Tedeschi.

Tutti i loro vini hanno trovato adeguato supporto nel menù preparato dallo staff di cucina di Lodovico Testi, focalizzato su piatti di territorio e su alcuni personali "cavalli di battaglia" del ristorante stesso, come le inconfondibili "lasagnette embogonè".

Diversamente da quanto si pensava all'inizio, mettere insieme un certo numero di aziende non è stato facile; parlando direttamente con i molti produttori di tutta la zona di produzione interpellati, ci siamo resi conto che solo poche aziende, quelle di più antica storia, possiedono uno storico delle annate. Molte infatti sono nate commercialmente proprio a cavallo tra gli anni '90 e il 2000, e all'epoca non si preoccupavano di conservare bottiglie delle diverse annate in vista di degustazioni future, mentre quelle che avrebbero voluto farlo, dovevano fare i conti con gli spazi limitati di una cantina ancora in divenire.

Per questo la degustazione dell'annata 2001 è stata così importante: perchè la maggior parte delle bottiglie aperte erano le ultime, e quelle ancora esistenti, generalmente non sono più reperibili. Solo pochissime aziende, come Bertani, hanno ancora in commercio l'annata 2001 del loro Amarone.

Veniamo ai vini. Uno degli aspetti di maggior interesse della degustazione è stato sicuramente l'ampio ventaglio di terreni da cui prendevano origine le uve di questi Amarone. Era rappresentata praticamente tutta la Valpolicella Classica: dalla pedecollina all'alta collina, dai terreni calcarei a quelli argillosi, dai tufacei ai calcari ghiaiosi, ai vulcanici. Situazioni geologiche e climatiche diverse che si sono riflesse nelle uve, poi lavorate secondo stili e progetti enologici propri di ciascuna azienda.

"Erano tutti bei vini" è stato il commento unanime e soddisfatto dei partecipanti alla cena. E questa è una prima, positiva, conclusione: pur non potendo classificarlo come un'annata a 5 stelle, il 2001 è stato comunque un buon millesimo, e a distanza di 10 anni tutti i vini, in misura diversa, hanno offerto vivacità di profumi e gusto. In alcuni casi - come nell'Amarone della Valpolicella "Marta Galli" 2001 de Le Ragose - era ancora ben presente una discreta florealità, tipica del territorio di Negrar, mentre altri (come l'Amarone di Bertani) erano così ricchi da apparire al primo approccio addirittura compressi e poco espressivi. Ma bastava lasciarli ossigenare nel bicchiere perchè si aprissero rivelando doti di grandissima eleganza. Nonostante le bottiglie fossero state stappate con grande anticipo infatti, molti vini avevano bisogno di grandi boccate d'ossigeno per aprirsi. Come d'uso nelle nostre serate, ogni partecipante alla cena ha compilato una scheda di valutazione puramente edonistica per ciascun vino: i risultati si possono vedere nella tabella qui a lato (cliccare per ingrandire).

Il primo risultato che balza agli occhi è il generale, pressocchè unanime gradimento manifestato per quelli che potremmo definire gli Amarone d'alta collina: il "Monte Sant'Urbano" di Speri tra tutti, seguito dal "Marta Galli" di Le Ragose, che distacca di pochi decimali di punto il "Moropio" di Antolini. Alle loro spalle si pone l'Amarone "Stropa" di Monte Dall'Ora, che precede di pochissimo il "Velluto" di Meroni.

Una seconda elaborazione (tabella qui sopra, cliccare per ingrandire) chiarisce gli elementi che sono maggiormente piaciuti: e si nota come i vini che necessitavano di più tempo per esprimersi, siano stati penalizzati nell'aspetto olfattivo. Lezione n.1: quando si degusta un Amarone "maturo", mai avere fretta! lasciargli tutto il tempo che vuole.

Una seconda considerazione che si può fare attiene agli stili produttivi: un terzetto di vini (Brigaldara, Santa Sofia, Tedeschi), forse perchè più rispondente ad un modello moderno di Amarone, concentrato nel colore e in bocca, più morbido di altri in virtù di un residuo zuccherino leggermente più alto, è sembrato raccogliere maggiori consensi tra i presenti rispetto a vini forse più auteri ma più eleganti, più secchi e con profumi più speziati e tendenti al terziario. Tale varietà stilistica è una delle caratteristiche e insieme una ricchezza del mondo dell'Amarone della Valpolicella: la possibilità di trovare un vino su misura - da conversazione e fuoripasto, o da abbinare alla tavola - è uno degli elementi che ne ha decretato il successo in tutti i mercati, compresi i più lontani dalle abitudini alimentari mediterranee.

La terza osservazione riguarda il carattere precipuo dell'Amarone della Valpolicella. Presente a volte come mora, a volte come marasca, a volte come macerata in alcol, altre come avvolta nel cioccolato, la ciliegia sotto spirito  è una nota distintiva tipica delle uve della Valpolicella. Ed era presente e ben definita in tutti i vini, elemento di riconoscibilità che nessuna tecnica può replicare così facilmente in altre uve o sotto altri cieli.

Questi i vini assaggiati:

  • Antolini Moròpio Amarone della Valpolicella Classico 2001
  • Bertani Amarone della Valpolicella Classico 2001
  • Brigaldara Amarone della Valpolicella Classico 2001
  • Corte Aleardi Amarone della Valpolicella Classico 2001
  • Le Ragose Amarone della Valpolicella Classico 2001
  • Meroni Velluto Amarone della Valpolicella Classico 2001
  • Monte Dall’Ora “Stropa” Amarone della Valpolicella Classico 2001
  • Santa Sofia Amarone della Valpolicella Classico2001
  • Speri Sant’Urbano Amarone della Valpolicella Classico 2001
  • Tedeschi Capitel Monte Olmi Amarone della Valpolicella Classico 2001

 

Terroir Amarone #6: l'Amarone 2001 dei Vignaioli delle Marogne

Marogna

Da tempo volevamo organizzare una serata dedicata all'Amarone "maturo". Proporre il millesimo 2001 non vuol dire andare a degustare una "vecchia" annata, ma soffermare l'attenzione sull'Amarone che entra nella sua maturità. Mentre le produzioni di volume sempre più accorciano i tempi di affinamento dei vini in cantina per uscire sul mercato, proponendo così vini che gli esperti tendono a giudicare "non pronti", noi vogliamo puntare i riflettori sullo stadio di evoluzione dell'Amarone dopo 10 anni e qualche mese dalla vendemmia. Vogliamo così segnalare al pubblico le grandi potenzialità che questo grande vino comincia a mostrare non appena comincia la sua "maturità". Di seguito il testo del nostro invito alla serata:

La Trattoria Dalla Rosa Alda di San Giorgio di Valpolicella (VR), organizza una serie di serate dedicate ai grandi vini della Valpolicella, realizzate in collaborazione con gli amici di “Terroir Amarone” e i produttori di vino della Valpolicella, i “Vignaioli delle Marogne”. L'iniziativa ha ottenuto il sostegno di Slow Food - Condotta di Verona.

Una proposta di appuntamenti condotti da Elisabetta Tosi, giornalista vitivinicola, e Giampiero Nadali, wine blogger. Insieme ai loro ospiti animeranno il confronto su una lettura non convenzionale dei vini e territori della Valpolicella.

L'AMARONE 2001 DEI VIGNAIOLI DELLE MAROGNE 13 marzo 2012 - ore 20

La sesta di una serie di serate dedicate alle vallate e comuni della Valpolicella: questa volta parleremo e degusteremo alla cieca 9 interpretazioni di Amarone della Valpolicella nel millesimo 2001. A noi l'Amarone piace maturo, quindi i dieci anna dalla vendemmia sono la misura ideale per valutare l'Amarone nella sua piena maturità.

La serata è una degustazione di vini supportati da un pasto leggero.

Costo: €35,00.

E' gradita la prenotazione. Per confermare la tua presenza basta rispondere a questo invito cliccando su "Parteciperò".

Grazie!

Lodovico e Nicola Testi Elisabetta Tosi Giampiero Nadali

www.dallarosalda.it Strada Garibaldi, 4 Loc. San Giorgio di Valpolicella 37015 - Sant'Ambrogio di Valpolicella (VR) tel. 045 7701018 alda@valpolicella.it 

Le Serate di Terroir Amarone: alla scoperta del gusto delle valli

Manifesto #1

Lo scopo principale di Terroir Amarone è approfondire la conoscenza della denominazione Valpolicella dal punto di vista delle sue specificità territoriali: già nel passato Gian Battista Perez nel suo libro "La Provincia di Verona e i suoi vini" distingueva i vini in base alle vallate. E allora, ci siamo chiesti, perché non provare a farlo ancora oggi? Certo, i cambiamenti ambientali, colturali e culturali, la tecnica, l'urbanizzazione... possono aver inciso profondamente anche sul territorio. Ma se un suolo è calcare-marnoso, piuttosto che argilloso o tufaceo, resterà tale nei secoli, a meno di un cataclisma di proporzioni inimmaginabili. Quanto il suolo e le sue interazioni con gli altri elementi naturali influiscono sulla caratterizzazione dei vini? Da questi interrogativi è nata l'idea di assaggiare i vini della Valpolicella distinguendoli per vallate, nel corso di serate conviviali che vogliono essere semplicemente un momento di relax, di conoscenza  condivisa in modo molto sobrio e friendly - e anche di scoperta di nuovi produttori. Quello dei vini di vallata è infatti solo il primo dei fili conduttori delle nostre serate: il secondo è quello dei vignaioli delle marogne.  La scelta dei vini che accompagnano le nostre cene risponde a criteri molto precisi: sono Valpolicella, Ripasso, Amarone e Recioto prodotti da vignaioli con vigneti in collina coltivati sui caratteristici muretti a secco (marogne). Cos'hanno di diverso dagli altri i vigneti coltivati su questi terrazzamenti? Richiedono al vignaiolo un considerevole supplemento di lavoro, cura, attenzione. Per fare vino da vigneti sulle marogne occorre una dose di passione e di spirito di sacrificio che non tutti  possiedono. Per valorizzare questi vini e il lavoro di questi produttori, Lodovico Testi ha dato nella sua carta vini un particolare risalto a certe etichette, e sogna di riunirli in un'apposita associazione, che coinvolga magari anche altri produttori marognari sparsi per l'Italia... E di questo noi di Terroir Amarone parliamo durante le nostre serate. Ecco il programma completo: I VIGNAIOLI DELLE MAROGNE: SANT’AMBROGIO - 8/11/2011 La prima di una serie di serate dedicate alle vallate e comuni della Valpolicella.  Si comincia con Sant’Ambrogio e una degustazione di Valpolicella Classico, Superiore,  Amarone e Recioto. I VIGNAIOLI DELLE MAROGNE: Fumane 29/11/2011 Si prosegue con Fumane e una degustazione di Valpolicella Classico, Superiore,  Amarone e Recioto. I VIGNAIOLI DELLE MAROGNE: S.PIETRO IN CARIANO 13/12/2011 Idealmente nella vicina S.Pietro in Cariano per i suoi Valpolicella Classico, Superiore,  Amarone e Recioto. I VIGNAIOLI DELLE MAROGNE: Negrar 24/01/2012 Al Ristorante Enoteca "Al Covolo" di Sant'Ambrogio di Valpolicella  Nella valle di Negrar per una degustazione di Valpolicella Classico, Superiore,  Amarone e Recioto. I VIGNAIOLI DELLE MAROGNE: Marano - 28/02/2012 Si prosegue con Marano e una degustazione di Valpolicella Classico, Superiore,  Amarone e Recioto. Amarone d’annata: 2001 - 13/03/2012 Una degustazione orizzontale di Amarone di 10 anni, l’età giusta per apprezzare pienamente il grande vino della Valpolicella. Verticale di Ripasso della Valpolicella - 17/04/2012 E’ il vino della Valpolicella che si è imposto sui mercati di tutto il mondo: lo valutiamo in una verticale per capirne l’evoluzione e il valore del Ripasso nel tempo. I VIGNAIOLI DELLE MAROGNE: Mezzane - 8/05/2012 Nella Valpolicella Orientale, a Mezzane per una degustazione di Valpolicella Classico, Superiore,  Amarone e Recioto. Recioto, il padre dell’amarone - 29/05/2012 Omaggio al vino dal quale tutto è nato, in Valpolicella. Stili dimenticati, torniamo a degustare il Recioto Spumante, Liquoroso, Amandorlato, Fresco, e l’interpretazione di alcuni Vignaioli delle Marogne. N.B.: il programma qui indicato potrebbe subire variazioni. Per aggiornamenti, seguite il gruppo su Facebook: www.facebook.com/groups/terroiramarone o il sito www.dallarosalda.it.

Lo scopo principale di Terroir Amarone è approfondire la conoscenza della denominazione Valpolicella dal punto di vista delle sue specificità territoriali: già nel passato Gian Battista Perez nel suo libro "La Provincia di Verona e i suoi vini" distingueva i vini in base alle vallate. E allora, ci siamo chiesti, perché non provare a farlo ancora oggi? Certo, i cambiamenti ambientali, colturali e culturali, la tecnica, l'urbanizzazione... possono aver inciso profondamente anche sul territorio. Ma se un suolo è calcare-marnoso, piuttosto che argilloso o tufaceo, resterà tale nei secoli, a meno di un cataclisma di proporzioni inimmaginabili. Quanto il suolo e le sue interazioni con gli altri elementi naturali influiscono sulla caratterizzazione dei vini? Da questi interrogativi è nata l'idea di assaggiare i vini della Valpolicella distinguendoli per vallate, nel corso di serate conviviali che vogliono essere semplicemente un momento di relax, di conoscenza  condivisa in modo molto sobrio e friendly - e anche di scoperta di nuovi produttori. Quello dei vini di vallata è infatti solo il primo dei fili conduttori delle nostre serate: il secondo è quello dei vignaioli delle marogne.  La scelta dei vini che accompagnano le nostre cene risponde a criteri molto precisi: sono Valpolicella, Ripasso, Amarone e Recioto prodotti da vignaioli con vigneti in collina coltivati sui caratteristici muretti a secco (marogne). Cos'hanno di diverso dagli altri i vigneti coltivati su questi terrazzamenti? Richiedono al vignaiolo un considerevole supplemento di lavoro, cura, attenzione. Per fare vino da vigneti sulle marogne occorre una dose di passione e di spirito di sacrificio che non tutti  possiedono. Per valorizzare questi vini e il lavoro di questi produttori, Lodovico Testi ha dato nella sua carta vini un particolare risalto a certe etichette, e sogna di riunirli in un'apposita associazione, che coinvolga magari anche altri produttori marognari sparsi per l'Italia... E di questo noi di Terroir Amarone parliamo durante le nostre serate.