La Pietra e il Vino: convegno, passeggiata e degustazione

La Pietra e il Vino: convegno, passeggiata e degustazione

Dalle marogne ai muretti lavici del vulcano, una giornata alla scoperta della biodiversità che unisce due territori così lontani come la Valpolicella e la zona dell’Etna. “La Pietra e il Vino”, in programma sabato 23 marzo a S.Giorgio di Valpolicella, è non solo un convegno, ma una intera giornata dedicata al racconto di uomini e vini che vivono la terra in ambienti molto diversi e al tempo stesso con molti elementi comuni; primi tra tutti, i tradizionali muretti a secco che in entrambe le aree sostengono i vigneti.

Gli appuntamenti sono condotti da Elisabetta Tosi, giornalista del vino e blogger, e Giampiero Nadali, wine blogger, in collaborazione con la Trattoria Dalla Rosa Alda di San Giorgio di Valpolicella (VR)...

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"Vini Uomini Terre": la serata dell'Amarone della Valpolicella 2001

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C'è il campione fresco e piacevolmente floreale, da bere subito, e quello che si presenta più chiuso e scontroso, come se chiedesse di essere ancora lasciato in pace a maturare in bottiglia. Quello che appare pronto e maturo al punto giusto, e quello che non dimostra la sua età. Alla prova della degustazione, l'annata 2001 dell'Amarone della Valpolicella ha dimostrato ancora una volta che il tempo gioca a favore di questo vino: gli Amarone delle aziende che abbiamo testato si sono dimostrati tutti all'altezza delle aspettative. Come già lo scorso anno, anche questa volta si è potuto constatare che solo il lungo invecchiamento regala all'Amarone tutta quella profondità e complessità che l'hanno reso famoso nel mondo, senza nulla togliere alla piacevolezza del bere. Con questa orizzontale di una sola annata (uniche eccezioni, due vini del 2000) si è inaugurata la nuova stagione di serate di Terroir Amarone, che si svolgeranno in collaborazione con  il RistorArte Gran Can Hotel di Pedemonte : nei prossimi mesi, con il titolo "Vini Uomini Terre" il Gran Can e TA ospiteranno serate di degustazione e  momenti di confronto tra vini della Valpolicella (e non solo). L'occasione inaugurale ha visto 9 aziende della Valpolicella accettare di mettere in gioco i propri vini in una degustazione alla cieca; i campioni perciò sono stati presentati a gruppi di tre (accompagnati da un antipasto, un primo piatto di pasta, un secondo di carne bianche e verdure e una fetta di torta di pane al cioccolato). In questo modo i partecipanti alla serata hanno potuto concentrarsi unicamente su ciò che avevano nel bicchiere, senza condizionamenti. Le sorprese non sono mancate: accanto ad Amarone finalmente pronti per essere consumati, alcuni sono sembrati ancora molto giovani, mentre ad altri si è pronosticato ancora qualche anno di felice longevità. La diversità dei suoli di provenienza delle uve - le aziende coinvolte appartenevano a tutta la denominazione, e a cantine di dimensioni differenti - si sono rivelate soprattutto nella struttura dei vini (più o meno imponente e alcolica) e nei profumi (che variavano dal floreale al terziario passando per la cioccolata e la frutta macerata in alcol). Alla fine, tutti ci siamo alzati molto soddisfatti: l'esperienza è valsa la pena, anche perchè capita sempre più raramente di riuscire a organizzare assaggi di Amarone di vecchie annate. Giudicata, all'epoca, un'annata di qualità buona, dopo più di 10 anni il 2001 si sta rivelando molto più buono del previsto. E poiché le bottiglie in giro sono sempre più rare, il consiglio non può che essere uno: se ne trovate qualcuna dei produttori che abbiamo assaggiato, compratela subito. Questi i vini protagonisti della serata:

  • Bertani Amarone della Valpolicella DOC 2001
  • Corte Rugolin Amarone della Valpolicella DOC 2001
  • Meroni Velluto Amarone della Valpolicella DOC 2001
  • Nicolis Amarone della Valpolicella DOC 2000
  • Santa Sofia Amarone della Valpolicella DOC 2001
  • Speri Vigneto Monte Sant'Urbano Amarone della Valpolicella DOC 2001
  • Tommasi Ca' Florian Amarone della Valpolicella DOC 2001
  • Villa Canestrari: Amarone della Valpolicella DOC 2001
  • Nicolis Amarone della Valpolicella DOC 2000
  • Cantina Negrar Domini Veneti Jago Amarone della Valpolicella DOC 2000

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Le serate di Terroir Amarone 2013

Hotel Gran Can

Archiviata con successo l'annata 2011-2012 di serate di conoscenza, chiacchiere e assaggi alla Trattoria Dalla Rosa Alda di S.Giorgio di Valpolicella, Terroir Amarone si appresta a stilare il nuovo calendario di appuntamenti per il 2013. Con una importante novità: le serate si terranno anche in altri locali della Valpolicella Classica.

Oltre alla collaborazione con la Trattoria Dalla Rosa Alda, siamo infatti lieti di annunciare che i nostri incontri di degustazione dei prossimi mesi si terranno presso la Locanda le Salette di Fumanee  il Gran Can RistorArte Wine Hotel di Pedemonte; due locali "speciali", esempi di successo di imprenditoria sociale.

La particolarità di questi due ristoranti/hotel è quella di essere gestiti dalla cooperativa Azalea: oltre a clienti tradizionali (turisti, viaggiatori, studenti ecc.) usufruiscono dei servizi di queste strutture anche persone con disagio psichico, alcune delle quali lavorano anche all'interno dello stesso hotel stesso; il tutto con la gestione di personale alberghiero e socio-sanitario specializzato, e in grado di garantire sempre a tutti un clima accogliente, familiare e solidale.

Terroir Amarone condivide questa impostazione e questo impegno, dove l'accento è posto su obiettivi che siano al servizio di persone e della comunità, piuttosto che sulla sola generazione di profitto per un'azienda; per questo nel 2013 il programma delle nostre serate sarà pensato anche in funzione della particolare atmosfera che si vive in ciascuna di queste due strutture. Più familiare e informale quello della Locanda Le Salette, più elegante quello del RistorArte.

Inoltre, il nostro sito ospiterà i programmi anche delle altre iniziative promosse dai due locali.

La collaborazione verrà annunciata ufficialmente giovedì 29 novembre, al Gran Can, nel corso di un incontro-cena riservato a tutte le aziende vinicole, B&B e operatori turistici della Valpolicella.

Per gli appassionati di vini valpolicellesi (e non solo...) le occasioni per degustare e conoscere dunque, aumentano, perchè continuerà anche la collaborazione con la Trattoria Dalla Rosa Alda, con appuntamenti che si terranno in primavera e riguarderanno particolari approfondimenti.

Tutti gli appuntamenti saranno annunciati su questo sito e sulla nostra pagina Facebook, perciò... non voltate pagina!

Il Recioto della Valpolicella, il re che c'era

Recioto label
Recioto label

Il Recioto della Valpolicella sta diventando un vino sempre più raro. Molti produttori hanno smesso di farlo, e anche tra quelli che ancora lo producono non è facile trovarne di davvero buoni. Perchè questo è un vino viscerale: per essere buono deve innanzitutto piacere a chi lo fa. Solo una forte, radicata passione personale, infatti, giustifica l’impegno, il rischio, il lavoro e il costo di questo vino che ti costringe a tenere sotto stretto e costante controllo le lunghe settimane d’appassimento, e poi a sorvegliarne giorno e notte la fermentazione, cercando ogni volta di centrare  quel precarissimo equilibrio tra zuccheri-acidità-alcol-tannini che ogni annata propone in quantità e qualità diverse. Da un punto di vista legale, in Italia solo tre vini dolci da uve appassite possono fregiarsi per legge dell’etichetta Recioto; il rosso della Valpolicella, e i bianchi  di Soave e di Gambellara, a dimostrazione di quanto particolare e a tratti esclusiva sia la tecnica di produzione di questo vino.

Il quale non è semplicemente un prodotto da uve appassite e fermentazione interrotta, ma un vino poliedrico che può esprimersi in maniere molto diverse, al punto da arrivare ad accontentare  perfino chi dice di amare poco o nulla i vini (cosiddetti) dolci. L’ultima degustazione con cena di Terroir Amarone (stagione 2011-2012) alla Trattoria dalla Rosa Alda è riuscita ad offrire un saggio efficace proprio di questa versatilità, che ha figurato benissimo perfino in tavola. Grazie alla collaborazione dei produttori, presenti quasi in toto, sono sfilati sulle tavole dei quasi cinquanta commensali* ben 10 diversi Recioto, significativi di 6 tipologie.

Bottiglie di Recioto a Terroir Amarone
Bottiglie di Recioto a Terroir Amarone

L’apertura è stata affidata al Recioto Spumante della Cantina di Negrar: discreto nei profumi e di una dolcezza misurata al gusto, ha accompagnato alla perfezione l’antipasto di crostini con formaggi caprini e gelatina di ciliegie, e gli amaretti pastellati. Insieme a questo, il Recioto Selũn Fiori del Paste 2011 (Recioto da sagra) di Luigi Marconi, medaglia d’argento al concorso enologico del Palio del Recioto di Negrar 2012 ha sfoderato profumi freschi e ciliegiosi.

Il risotto con le erbette e i fiori di zucchina ha introdotto la serie dei Recioto tradizionali, ovvero quelli affinati in acciaio: dai profumi sottili di ciliegia sotto spirito e la struttura snella, tipica dei vini della Valle di Marano i Recioto di Corte Fornaledo e Luigi Aldrighetti (entrambi annata 2009), mentre più speziato, sempre molto elegante e mai eccessivo, con sentori di prugna, noci e fichi secchi il Recioto di Antolini (annata 2005). A questi ha fatto seguito seguito il Reciotodell’azienda Secondo Marco (2009), affinato in legno “rigenerato”; profumi di piccoli frutti rossi stramaturi e zuccheri sotto controllo per un vino dolce che non vuol strafare. Sorprendente, molto diverso da tutti, volontariamente eccessivo nei profumi floreali (che nulla avevano da invidiare a quelli del...  moscato rosa) così come nel gusto e negli zuccheri, il Recioto della Valpolicella L'Eremita di Ca’ Rugate 2009: unico Recioto della Valpolicella Doc, è un vino sontuoso, difficile da abbinare perchè molto ricco, ma anche molto intrigante.

Questi vini hanno accompagnato un secondo piatto composto da un delicato filetto di maiale con salsa al vino rosso, pere e mousse di sedano di Verona.

Gran finale con tre tipologie tra il raro e l’introvabile: due Recioto Amandorlato e un liquoroso.

Elisabetta Tosi presenta la degustazione alla Trattoria Dalla Rosa Alda, a San Giorgio di Valpolicella

Elisabetta Tosi presenta la degustazione alla Trattoria Dalla Rosa Alda, a San Giorgio di Valpolicella

La versione più generosa - perchè in bottiglia da 750 cl e non da 500... - è stata quella di Leonardo Cecchini: il suo Amandorlato 2007 fa coppia da sempre con la pissota, la tipica focaccia della Trattoria: un Recioto che sa di uva passa e viole. Vino signorilel’Amando, ultima creazione della Cantina di Negrar, contraddistinto da profumi di frutta rossa sotto spirito, prugne, cioccolato amaro e frutta secca assortita. In chiusura, il Fortificato dell’azienda Campagnola: un Recioto alcolizzato con brandy che profuma di fichi secchi e cacao.

Un vino completo, perfetto per la chiusura di una cena, per le chiacchiere tra amici o anche solo per la compagnia... di se stessi.

(*) chi dice che il vino dolce non interessa più a nessuno, mente.

Valpolicella Ripasso: la degustazione verticale (e incrociata)

La  degustazione  di Ripasso della Valpolicella alla Trattoria Dalla Rosa Alda

La degustazione di Ripasso della Valpolicella alla Trattoria Dalla Rosa Alda

Non capita spesso di riuscire a mettere insieme vecchie annate di Valpolicella Ripasso per tentare una verticale incrociata. Che fosse un’occasione unica l’hanno ben capito sia i produttori che hanno accettato di partecipare, sia soprattutto gli appassionati che non hanno voluto mancare alla serata. Tutto esaurito perciò, anche questa volta, alla Trattoria Dalla Rosa Alda, “base” delle degustazioni 2011-2012 di Terroir Amarone.  Perfino più dell’Amarone, il Valpolicella Ripasso è un vino di tecnica,  nel quale più del territorio emerge lo stile aziendale. Le uve tradizionali della Valpolicella - corvina, rondinella, molinara, corvinone, oseleta, croatina... -  non brillano per particolari doti di aromaticità o colore, e quando la viticoltura era finalizzata a fornire un prodotto alimentare e non edonistico, le coltivazioni intensive non potevano che dare uve in quantità, ma di qualità non eccelsa. E poichè anche in passato le produzioni migliori erano dirottate sui cosiddetti vini fini, di pregio, destinati alla vendita, per il consumo familiare bisognava accontentarsi di vini freschi molto semplici, scarichi di colore e leggeri di corpo.

Per dotare questi Valpolicella di una marcia in più, l’ingegno contadino si era allora inventato una tecnica tanto semplice quanto efficace: il ripasso del vino fresco sulle vinacce del Recioto (l’Amarone vero e proprio era di la’ da venire...). Ripasso che, all'epoca, era esattamente quel che diceva d'essere: un versare-il-vino-sulle-vinacce-recuperandolo-subito. Ma già questo era sufficiente per regalare a quel vinello un po’ di colore e di sostanza in più.

Non capita spesso di riuscire a mettere insieme vecchie annate di Valpolicella Ripasso per tentare una verticale incrociata. Che fosse un’occasione unica l’hanno ben capito sia i produttori che hanno accettato di partecipare, sia soprattutto gli appassionati che non hanno voluto mancare alla serata. Tutto esaurito perciò, anche questa volta, alla Trattoria Dalla Rosa Alda, “base” delle degustazioni 2011-2012 di Terroir Amarone.  Perfino più dell’Amarone, il Valpolicella Ripasso è un vino di tecnica,  nel quale più del territorio emerge lo stile aziendale. Le uve tradizionali della Valpolicella - corvina, rondinella, molinara, corvinone, oseleta, croatina... -  non brillano per particolari doti di aromaticità o colore, e quando la viticoltura era finalizzata a fornire un prodotto alimentare e non edonistico, le coltivazioni intensive non potevano che dare uve in quantità, ma di qualità non eccelsa. E poichè anche in passato le produzioni migliori erano dirottate sui cosiddetti vini fini, di pregio, destinati alla vendita, per il consumo familiare bisognava accontentarsi di vini freschi molto semplici, scarichi di colore e leggeri di corpo. Per dotare questi Valpolicella di una marcia in più, l’ingegno contadino si era allora inventato una tecnica tanto semplice quanto efficace: il ripasso del vino fresco sulle vinacce del Recioto (l’Amarone vero e proprio era di la’ da venire...). Ripasso che, all'epoca, era esattamente quel che diceva d'essere: un versare-il-vino-sulle-vinacce-recuperandolo-subito. Ma già questo era sufficiente per regalare a quel vinello un po’ di colore e di sostanza in più.

Bertani Secco 1953
Bertani Secco 1953

Oggi le cose sono molto cambiate, e l’evoluzione stilistica da un certo modo d’intendere il ripasso, più legato alle sue origini, all’attuale pratica, è rintracciabile nei vini che abbiamo assaggiato.

Pensati (anche) per durare nel tempo i Ripasso fino agli anni ’90, progettati per essere godibili e venduti subito tutti gli altri (con poche, lodevoli eccezioni). Non è un caso se certi Ripasso, all'estero, sono stati subito ribattezzati baby Amarone: vini che per alcolicità, colore, struttura niente hanno da invidiare all'Amarone vero e proprio, salvo, forse, qualche profumo di frutta fresca in più. Di fatto,si tratta di vini che hanno abbandonato il loro essere Valpolicella (fatto di freschezza e acidità) per presentarsi già maturi, con sentori di marmellata, confettura, caffè. I vini che abbiamo assaggiato, com’era prevedibile, più che il terroir d’origine riflettevano, almeno in parte, le caratteristiche dell’annata: evidentissime, per esempio, le note del calore dell’estate 2003 nei sentori d’incenso del Valpolicella Superiore Ripasso dell’azienda Monte Faustino di San Pietro Incariano.

Tutte le bottiglie comunque, se si escludono un paio di esse tradite dalla scarsa qualità del tappo, hanno dimostrato una buona tenuta: in particolare, ha sorpreso la freschezza del Valpolicella Superiore Ripasso La Casetta 1993 della Cantina di Negrar.Guest star della serata, e non poteva essere altrimenti, il Secco Bertani, elegantissimo al naso e in bocca. Un vino d’altri tempi che, a dispetto del tempo che avanza, resta quello che è sempre stato. Un benchmark.Questi i vini della serata:

La strana storia di un vino che c'era e nessuno lo sapeva

Ripasso - idea

Il Valpolicella Ripasso è uno strano vino.

C'è chi lo definisce un baby Amarone, chi - più malignamente - un "Amarone dei poveri". Altri, al contrario, lo considerano un Valpolicella dei ricchi. E' comunque un vino controverso per tanti aspetti, eccetto quello dei numeri e della commercializzazione: nel 2011 il numero di bottiglie vendute nel mondo ha superato i 20 milioni di pezzi. Dal 2007, primo anno di rilevazione, al 2010, la sua produzione è infatti triplicata, ma la sua corsa non accenna a fermarsi: se si domanda a qualsiasi azienda della Valpolicella qual'è il vino che vende di più e meglio, vi risponderà che non è il tanto acclamato Amarone, ma il Ripasso.

Perchè? a cosa è dovuto questo clamoroso successo commerciale? Lo scopriranno gli amici che martedì 17 aprile alle 20 parteciperanno alla consueta cena con degustazione di Terroir Amarone, presso la Trattoria dalla Rosa Alda, a S.Giorgio di Valpolicella (VR). Quella sera verranno presentate alcune bottiglie di Valpolicella Ripasso di aziende e annate diverse, dal 2009 al... 1953.

Ebbene sì: nonostante il suo inserimento nel disciplinare di produzione dei vini della Valpolicella sia appena del 2010 - e la fascetta di Stato del 1 dicembre 2011 - il Valpolicella Ripasso è un vino che esiste da sempre, e tutti lo facevano.

Ma siccome nessuno lo chiamava così, nessun consumatore lo sapeva...

Le stranezze di questo vino non finiscono qui, ovviamente. Le scopriremo insieme, in quella che si presenta come una insolita degustazione... incrociata. Non una vera orizzontale, perché le annate dei vini saranno più di una, e nemmeno una vera verticale, perché i vini presentati saranno di aziende diverse. Sarà in ogni caso una serata interessante, nella quale vedremo di conoscere meglio la storia di questo strano vino, da sempre una tradizione della Valpolicella, che solo in tempi recentissimi è stato scoperto anche dal resto del mondo.

Qui potete leggere l'invito ufficiale alla serata del 17 aprile.

 

Amarone della Valpolicella 2001: la degustazione

Amarone 2001 tasting

Amarone della Valpolicella 2001 - l'orizzontale Erano ben 10 gli Amarone della Valpolicella 2001 in degustazione, nella prima delle tre serate "a tema" organizzate presso la Trattoria dalla Rosa Alda. Serata impegnativa per il numero e la tipologia del vino, ma decisamente di grande fascino, se è vero che tutti i posti disponibili sono andati esauriti in pochissimi giorni...

Di sicuro richiamo le aziende che hanno voluto collaborare alla riuscita dell'iniziativa (la prima dopo la conclusione delle serate che abbiamo dedicato alla scoperta dei vini delle vallate della Valpolicella "storica): Antolini, Bertani, Brigaldara, Corte Aleardi, Le Ragose, Meroni, Monte Dall'Ora, Santa Sofia, Speri, Tedeschi.

Tutti i loro vini hanno trovato adeguato supporto nel menù preparato dallo staff di cucina di Lodovico Testi, focalizzato su piatti di territorio e su alcuni personali "cavalli di battaglia" del ristorante stesso, come le inconfondibili "lasagnette embogonè".

Diversamente da quanto si pensava all'inizio, mettere insieme un certo numero di aziende non è stato facile; parlando direttamente con i molti produttori di tutta la zona di produzione interpellati, ci siamo resi conto che solo poche aziende, quelle di più antica storia, possiedono uno storico delle annate. Molte infatti sono nate commercialmente proprio a cavallo tra gli anni '90 e il 2000, e all'epoca non si preoccupavano di conservare bottiglie delle diverse annate in vista di degustazioni future, mentre quelle che avrebbero voluto farlo, dovevano fare i conti con gli spazi limitati di una cantina ancora in divenire.

Per questo la degustazione dell'annata 2001 è stata così importante: perchè la maggior parte delle bottiglie aperte erano le ultime, e quelle ancora esistenti, generalmente non sono più reperibili. Solo pochissime aziende, come Bertani, hanno ancora in commercio l'annata 2001 del loro Amarone.

Veniamo ai vini. Uno degli aspetti di maggior interesse della degustazione è stato sicuramente l'ampio ventaglio di terreni da cui prendevano origine le uve di questi Amarone. Era rappresentata praticamente tutta la Valpolicella Classica: dalla pedecollina all'alta collina, dai terreni calcarei a quelli argillosi, dai tufacei ai calcari ghiaiosi, ai vulcanici. Situazioni geologiche e climatiche diverse che si sono riflesse nelle uve, poi lavorate secondo stili e progetti enologici propri di ciascuna azienda.

"Erano tutti bei vini" è stato il commento unanime e soddisfatto dei partecipanti alla cena. E questa è una prima, positiva, conclusione: pur non potendo classificarlo come un'annata a 5 stelle, il 2001 è stato comunque un buon millesimo, e a distanza di 10 anni tutti i vini, in misura diversa, hanno offerto vivacità di profumi e gusto. In alcuni casi - come nell'Amarone della Valpolicella "Marta Galli" 2001 de Le Ragose - era ancora ben presente una discreta florealità, tipica del territorio di Negrar, mentre altri (come l'Amarone di Bertani) erano così ricchi da apparire al primo approccio addirittura compressi e poco espressivi. Ma bastava lasciarli ossigenare nel bicchiere perchè si aprissero rivelando doti di grandissima eleganza. Nonostante le bottiglie fossero state stappate con grande anticipo infatti, molti vini avevano bisogno di grandi boccate d'ossigeno per aprirsi. Come d'uso nelle nostre serate, ogni partecipante alla cena ha compilato una scheda di valutazione puramente edonistica per ciascun vino: i risultati si possono vedere nella tabella qui a lato (cliccare per ingrandire).

Il primo risultato che balza agli occhi è il generale, pressocchè unanime gradimento manifestato per quelli che potremmo definire gli Amarone d'alta collina: il "Monte Sant'Urbano" di Speri tra tutti, seguito dal "Marta Galli" di Le Ragose, che distacca di pochi decimali di punto il "Moropio" di Antolini. Alle loro spalle si pone l'Amarone "Stropa" di Monte Dall'Ora, che precede di pochissimo il "Velluto" di Meroni.

Una seconda elaborazione (tabella qui sopra, cliccare per ingrandire) chiarisce gli elementi che sono maggiormente piaciuti: e si nota come i vini che necessitavano di più tempo per esprimersi, siano stati penalizzati nell'aspetto olfattivo. Lezione n.1: quando si degusta un Amarone "maturo", mai avere fretta! lasciargli tutto il tempo che vuole.

Una seconda considerazione che si può fare attiene agli stili produttivi: un terzetto di vini (Brigaldara, Santa Sofia, Tedeschi), forse perchè più rispondente ad un modello moderno di Amarone, concentrato nel colore e in bocca, più morbido di altri in virtù di un residuo zuccherino leggermente più alto, è sembrato raccogliere maggiori consensi tra i presenti rispetto a vini forse più auteri ma più eleganti, più secchi e con profumi più speziati e tendenti al terziario. Tale varietà stilistica è una delle caratteristiche e insieme una ricchezza del mondo dell'Amarone della Valpolicella: la possibilità di trovare un vino su misura - da conversazione e fuoripasto, o da abbinare alla tavola - è uno degli elementi che ne ha decretato il successo in tutti i mercati, compresi i più lontani dalle abitudini alimentari mediterranee.

La terza osservazione riguarda il carattere precipuo dell'Amarone della Valpolicella. Presente a volte come mora, a volte come marasca, a volte come macerata in alcol, altre come avvolta nel cioccolato, la ciliegia sotto spirito  è una nota distintiva tipica delle uve della Valpolicella. Ed era presente e ben definita in tutti i vini, elemento di riconoscibilità che nessuna tecnica può replicare così facilmente in altre uve o sotto altri cieli.

Questi i vini assaggiati:

  • Antolini Moròpio Amarone della Valpolicella Classico 2001
  • Bertani Amarone della Valpolicella Classico 2001
  • Brigaldara Amarone della Valpolicella Classico 2001
  • Corte Aleardi Amarone della Valpolicella Classico 2001
  • Le Ragose Amarone della Valpolicella Classico 2001
  • Meroni Velluto Amarone della Valpolicella Classico 2001
  • Monte Dall’Ora “Stropa” Amarone della Valpolicella Classico 2001
  • Santa Sofia Amarone della Valpolicella Classico2001
  • Speri Sant’Urbano Amarone della Valpolicella Classico 2001
  • Tedeschi Capitel Monte Olmi Amarone della Valpolicella Classico 2001

 

Terroir Amarone #6: l'Amarone 2001 dei Vignaioli delle Marogne

Marogna

Da tempo volevamo organizzare una serata dedicata all'Amarone "maturo". Proporre il millesimo 2001 non vuol dire andare a degustare una "vecchia" annata, ma soffermare l'attenzione sull'Amarone che entra nella sua maturità. Mentre le produzioni di volume sempre più accorciano i tempi di affinamento dei vini in cantina per uscire sul mercato, proponendo così vini che gli esperti tendono a giudicare "non pronti", noi vogliamo puntare i riflettori sullo stadio di evoluzione dell'Amarone dopo 10 anni e qualche mese dalla vendemmia. Vogliamo così segnalare al pubblico le grandi potenzialità che questo grande vino comincia a mostrare non appena comincia la sua "maturità". Di seguito il testo del nostro invito alla serata:

La Trattoria Dalla Rosa Alda di San Giorgio di Valpolicella (VR), organizza una serie di serate dedicate ai grandi vini della Valpolicella, realizzate in collaborazione con gli amici di “Terroir Amarone” e i produttori di vino della Valpolicella, i “Vignaioli delle Marogne”. L'iniziativa ha ottenuto il sostegno di Slow Food - Condotta di Verona.

Una proposta di appuntamenti condotti da Elisabetta Tosi, giornalista vitivinicola, e Giampiero Nadali, wine blogger. Insieme ai loro ospiti animeranno il confronto su una lettura non convenzionale dei vini e territori della Valpolicella.

L'AMARONE 2001 DEI VIGNAIOLI DELLE MAROGNE 13 marzo 2012 - ore 20

La sesta di una serie di serate dedicate alle vallate e comuni della Valpolicella: questa volta parleremo e degusteremo alla cieca 9 interpretazioni di Amarone della Valpolicella nel millesimo 2001. A noi l'Amarone piace maturo, quindi i dieci anna dalla vendemmia sono la misura ideale per valutare l'Amarone nella sua piena maturità.

La serata è una degustazione di vini supportati da un pasto leggero.

Costo: €35,00.

E' gradita la prenotazione. Per confermare la tua presenza basta rispondere a questo invito cliccando su "Parteciperò".

Grazie!

Lodovico e Nicola Testi Elisabetta Tosi Giampiero Nadali

www.dallarosalda.it Strada Garibaldi, 4 Loc. San Giorgio di Valpolicella 37015 - Sant'Ambrogio di Valpolicella (VR) tel. 045 7701018 alda@valpolicella.it 

Le Serate di Terroir Amarone: alla scoperta del gusto delle valli

Manifesto #1

Lo scopo principale di Terroir Amarone è approfondire la conoscenza della denominazione Valpolicella dal punto di vista delle sue specificità territoriali: già nel passato Gian Battista Perez nel suo libro "La Provincia di Verona e i suoi vini" distingueva i vini in base alle vallate. E allora, ci siamo chiesti, perché non provare a farlo ancora oggi? Certo, i cambiamenti ambientali, colturali e culturali, la tecnica, l'urbanizzazione... possono aver inciso profondamente anche sul territorio. Ma se un suolo è calcare-marnoso, piuttosto che argilloso o tufaceo, resterà tale nei secoli, a meno di un cataclisma di proporzioni inimmaginabili. Quanto il suolo e le sue interazioni con gli altri elementi naturali influiscono sulla caratterizzazione dei vini? Da questi interrogativi è nata l'idea di assaggiare i vini della Valpolicella distinguendoli per vallate, nel corso di serate conviviali che vogliono essere semplicemente un momento di relax, di conoscenza  condivisa in modo molto sobrio e friendly - e anche di scoperta di nuovi produttori. Quello dei vini di vallata è infatti solo il primo dei fili conduttori delle nostre serate: il secondo è quello dei vignaioli delle marogne.  La scelta dei vini che accompagnano le nostre cene risponde a criteri molto precisi: sono Valpolicella, Ripasso, Amarone e Recioto prodotti da vignaioli con vigneti in collina coltivati sui caratteristici muretti a secco (marogne). Cos'hanno di diverso dagli altri i vigneti coltivati su questi terrazzamenti? Richiedono al vignaiolo un considerevole supplemento di lavoro, cura, attenzione. Per fare vino da vigneti sulle marogne occorre una dose di passione e di spirito di sacrificio che non tutti  possiedono. Per valorizzare questi vini e il lavoro di questi produttori, Lodovico Testi ha dato nella sua carta vini un particolare risalto a certe etichette, e sogna di riunirli in un'apposita associazione, che coinvolga magari anche altri produttori marognari sparsi per l'Italia... E di questo noi di Terroir Amarone parliamo durante le nostre serate. Ecco il programma completo: I VIGNAIOLI DELLE MAROGNE: SANT’AMBROGIO - 8/11/2011 La prima di una serie di serate dedicate alle vallate e comuni della Valpolicella.  Si comincia con Sant’Ambrogio e una degustazione di Valpolicella Classico, Superiore,  Amarone e Recioto. I VIGNAIOLI DELLE MAROGNE: Fumane 29/11/2011 Si prosegue con Fumane e una degustazione di Valpolicella Classico, Superiore,  Amarone e Recioto. I VIGNAIOLI DELLE MAROGNE: S.PIETRO IN CARIANO 13/12/2011 Idealmente nella vicina S.Pietro in Cariano per i suoi Valpolicella Classico, Superiore,  Amarone e Recioto. I VIGNAIOLI DELLE MAROGNE: Negrar 24/01/2012 Al Ristorante Enoteca "Al Covolo" di Sant'Ambrogio di Valpolicella  Nella valle di Negrar per una degustazione di Valpolicella Classico, Superiore,  Amarone e Recioto. I VIGNAIOLI DELLE MAROGNE: Marano - 28/02/2012 Si prosegue con Marano e una degustazione di Valpolicella Classico, Superiore,  Amarone e Recioto. Amarone d’annata: 2001 - 13/03/2012 Una degustazione orizzontale di Amarone di 10 anni, l’età giusta per apprezzare pienamente il grande vino della Valpolicella. Verticale di Ripasso della Valpolicella - 17/04/2012 E’ il vino della Valpolicella che si è imposto sui mercati di tutto il mondo: lo valutiamo in una verticale per capirne l’evoluzione e il valore del Ripasso nel tempo. I VIGNAIOLI DELLE MAROGNE: Mezzane - 8/05/2012 Nella Valpolicella Orientale, a Mezzane per una degustazione di Valpolicella Classico, Superiore,  Amarone e Recioto. Recioto, il padre dell’amarone - 29/05/2012 Omaggio al vino dal quale tutto è nato, in Valpolicella. Stili dimenticati, torniamo a degustare il Recioto Spumante, Liquoroso, Amandorlato, Fresco, e l’interpretazione di alcuni Vignaioli delle Marogne. N.B.: il programma qui indicato potrebbe subire variazioni. Per aggiornamenti, seguite il gruppo su Facebook: www.facebook.com/groups/terroiramarone o il sito www.dallarosalda.it.

Lo scopo principale di Terroir Amarone è approfondire la conoscenza della denominazione Valpolicella dal punto di vista delle sue specificità territoriali: già nel passato Gian Battista Perez nel suo libro "La Provincia di Verona e i suoi vini" distingueva i vini in base alle vallate. E allora, ci siamo chiesti, perché non provare a farlo ancora oggi? Certo, i cambiamenti ambientali, colturali e culturali, la tecnica, l'urbanizzazione... possono aver inciso profondamente anche sul territorio. Ma se un suolo è calcare-marnoso, piuttosto che argilloso o tufaceo, resterà tale nei secoli, a meno di un cataclisma di proporzioni inimmaginabili. Quanto il suolo e le sue interazioni con gli altri elementi naturali influiscono sulla caratterizzazione dei vini? Da questi interrogativi è nata l'idea di assaggiare i vini della Valpolicella distinguendoli per vallate, nel corso di serate conviviali che vogliono essere semplicemente un momento di relax, di conoscenza  condivisa in modo molto sobrio e friendly - e anche di scoperta di nuovi produttori. Quello dei vini di vallata è infatti solo il primo dei fili conduttori delle nostre serate: il secondo è quello dei vignaioli delle marogne.  La scelta dei vini che accompagnano le nostre cene risponde a criteri molto precisi: sono Valpolicella, Ripasso, Amarone e Recioto prodotti da vignaioli con vigneti in collina coltivati sui caratteristici muretti a secco (marogne). Cos'hanno di diverso dagli altri i vigneti coltivati su questi terrazzamenti? Richiedono al vignaiolo un considerevole supplemento di lavoro, cura, attenzione. Per fare vino da vigneti sulle marogne occorre una dose di passione e di spirito di sacrificio che non tutti  possiedono. Per valorizzare questi vini e il lavoro di questi produttori, Lodovico Testi ha dato nella sua carta vini un particolare risalto a certe etichette, e sogna di riunirli in un'apposita associazione, che coinvolga magari anche altri produttori marognari sparsi per l'Italia... E di questo noi di Terroir Amarone parliamo durante le nostre serate.